martedì 10 marzo 2009

Il Castello Aragonese


Alto 115 metri vi si accede attraverso una strada scavata nella roccia e voluta da Alfonso I d'Aragona intorno al 1447. Fino ad allora l'accesso al castello era costituito da una scala esterna, di cui si può ancora intravedere qualche rudere dal mare, dal lato che dà su Vivara. Oggi, fortunatamente, è possibile raggiungere il castello anche con un comodo ascensore.
Il ponte che congiunge l'isolotto all'isola, fu fatto costruire dallo stesso Alfonso I e fu rifatto intorno al 1770. A metà del cunicolo di accesso vi è una cappellina dedicata a S. Giovan Giuseppe della Croce. Qui il vescovo d'Ischia, Agostino Pastineo (1534-1548) aveva fondato una cappella con un beneficio intitolato a S.Leonardo Abate di patronato della sua famiglia.


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Arrivati in cima al castello ci si imbatte nei ruderi dell'antica cattedrale, bombardata nel 1809. In un pilastro si vedono ancora le strutture della chiesa trecentesca coperte dalle successive ristrutturazíoni della chiesa.


Era a tre navate con cappelle laterali, in alcune delle quali si intravede ancora qualche traccia di affresco. All'altare in fondo alla navata di sinistra, nel 1503, si celebrarono le nozze tra Ferrante d'Avalos e Vittoria Colonna. Nella cripta che risale al XIII secolo vi sono ancora diversi superstiti affreschi del secolo XIV.

Uscendo dall'ingresso di sinistra della cattedrale troviamo l'antico palazzo episcopale e subito dopo la chiesa e il convento delle monache di S. Maria della Consolazione, fondato nel 1574. La chiesa si distingue nel panorama del castello per la svettante cupola costruita nella seconda metà del secolo XVIII. Nel 1809 le Clarisse abbandonarono il convento e la chiesa di recente costruzione, le cui spese avevano portato il convento quasi sull'orlo del fallimento, e andarono ad abitare quello lasciato libero dai Padri Conventuali presso la chiesa di S. Antonio, dove sono rimaste fino a quando, nel 1911, con la morte dell'ultima clarissa, il convento scomparve definitivamente. Nei sotterranei della chiesa vi è il cimitero delle monache, uno stretto cunicolo dove i cadaveri venivano lasciati a decomporsi. Alle spalle della chiesa vi è il maschio aragonese in parte distrutto.


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La chiesa ottagonale di S. Pietro a Pantaniello risale al periodo rinascimentale (metà sec. XVI) e conserva ancora tutta la sua grazia architettonica. Le carceri si trovano nella parte più alta del castello. Qui nel periodo risorgimentale furono detenuti alcuni patrioti. Oggi questi locali sono adibiti ad esposizioni temporanee. I recenti lavori di restauro hanno eliminato il tetro aspetto che ancora conservavano fino a qualche decennio addietro.


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Alle spalle delle carceri vi era la chiesa di S. Maria dell'Ortodonico, della quale vi è ancora qualche rudere. Anche della chiesa della Madonna della Libera resta qualche traccia. Delle altre esistenti sul castello: l'Annunziata, San Nicola, Santa Barbara, S. Maria della Carità, non esistono più testimonianze architettoniche.

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